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"Il Camino"

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Fondo Renato Leoni

Progetto a cura di Matilde Ricci

ritratto Leoni“La fotografia non è la riproduzione obiettiva del vero visibile ma è la riproduzione dell’idea di vero visibile che abbiamo nel momento storico culturale e psicologico in cui ci mettiamo di fronte al vero. Il vero non esiste. Le cose nella loro materialità ontologica, non ci sono. E’ una illusione pensare che ci siano. (…)

Le cose che noi chiamiamo vere sono tali perché noi le guardiamo ma noi le guardiamo in maniera diversa a seconda delle diverse età della nostra vita, a seconda dei diversi stati d’animo, a seconda delle infinite propensioni culturali e psicologiche di ogni riguardante. A seconda, infine, delle diverse stagioni della storia. Ecco perché UN ARCHIVIO FOTOGRAFICO PUBBLICO è un GIACIMENTO STORICO PREZIOSO E AFFASCINANTE (…) E’ affascinante non tanto e non solo perché riproduce il vero (…) ma perché ci restituisce l’interpretazione che quello specifico vero visibile ha conosciuto in quel preciso momento storico da parte di quella persona”

A.Paolucci ALINARI E IL PAESE INCANTATO

 

Il fondo fotografico che potete visionare conta quasi 300 immagini: vederle nel suo insieme significa ripercorrere la vita di Renato Leoni e insieme di Bazzano. L’attività di Renato, descritto come un burbero barbiere poco interessato alla vita del paese, è in realtà sintomo di un grande amore verso Bazzano e la sua gente, di una forte consapevolezza del valore storico che poteva acquisire un lavoro così dettagliato e puntuale.

biglietto da visita Leoni foto-barbiereAd ogni ricorrenza il suo obiettivo ha ritratto i visi felici della gente del paese, sono sue le fotografie d’ogni battesimo, d’ogni cresima e di ogni matrimonio, come appartengono al suo archivio le immagini delle squadre di calcio del paese e delle prime gare di motocross, i gruppi di lavoro e gli agricoltori ritratti nei campi. Ad ogni costruzione la sua macchina fotografica ha immortalato le nuove architetture, i nuovi ponti, le strade ghiaiate che si coprono d’asfalto, l’arrivo dell’acquedotto e la benedizione della prima acqua, la prima corriera che collega Bazzano alla città, l’inaugurazione del nuovo ponte sull’Enza, e per ultimo l’interesse per la moda e l’arrivo della minigonna. I titoli, le date e le descrizioni dettagliate delle fotografie testimoniano che il valore dato alle immagini non era solo quello di puro ricordo ma quello di documentazione, di testimonianza.

E il fondo che ci ha lasciato descrive infatti Bazzano e la sua gente dal 1957 al 1993.

 

 

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